Insieme. In. Si. E me. Mi è sempre piaciuto giocare con le parole. In, ché sono dentro a qualcosa. Sì, la risposta che ti ho dato quando mi hai chiesto se me la sentivo. E me, ché ho imparato a non mettermi da parte, e a tenermi invece in considerazione. Quanto tempo ci abbiamo impiegato per decidere di provarci? Attimi, istanti. Siamo distanti, e allora? Non è la prima volta, sappiamo come funziona, sappiamo come gestire la cosa. E poi, cos’altro? Nulla, non ci serve nulla, siamo attrezzati. Abbiamo il desiderio, fisico e mentale, la voglia di scoprirsi reciprocamente, di guardare le cose riflesse negli occhi dell’altro. Siamo partiti, io e te, a volte mano nella mano, altre vicini e basta. E proseguiamo, io e te, insieme, lungo questa strada che non sappiamo dove ci porterà ma non importa, godiamoci il panorama che ci scorre ai lati e guardiamo poco più avanti, giusto per decidere se riposare qualche minuto su quella panchina all’ombra oppure deviare lungo quel sentiero che porta laggiù, al laghetto. Perché non c’è bisogno di sapere tutto e subito, non ci serve mica.
Fonte: ibiglietti.altervista.org
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postato da claudiappi
