[…] Mi coglie un pensiero improvviso e fuori luogo. Bruciare tutto mi piacerebbe un sacco. Dare fuoco alla casa che abito. E, nella momentanea assenza di mobili, invitarti a dormire su un letto di vestiti. Bere tè di pioggia su prati freschi e strade assolate, sotto antenne pericolose o rami tranquilli, tra binari abbandonati e cieli tersi rossi bianchi di nebbia riempiti di stelle… le porte mi hanno sempre messo a disagio, per non parlare dei muri e dei pavimenti. Sopporto a malapena le finestre, se stanno aperte. E i tetti, se ci si può salire a vivere. Sopporto a malapena di avere un corpo. E di abitarlo da sola. Vorrei guardare come mi scorre il mondo sotto i piedi, sentire come la vita mi attraversa questo corpo senza che io faccia niente per convincerla. Mangiare, bere, scopare come se fosse automatico e spontaneo. Come respirare. Intrecciare le gambe, ascoltarsi le pance a vicenda e aspettare che niente succeda. […]
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postato da claudiappi
